La nutrizione giocando – Alimentazione: l’ABC
Dieta varia ed equilibrata
Secondo l’OMS, circa 1/3 delle malattie cardiovascolari e dei tumori potrebbe essere evitato grazie ad un corretto stile di vita, che comprende una dieta varia ed equilibrata e una costante attività fisica. Ma cosa si intende col termine die-ta? Siamo spesso abituati ad associare questa parola all’accezione “dieta dima-grante” rivolta, quindi, alle persone in sovrappeso o obese, oppure si pensa alla dieta solo in caso di patologia. In realtà, il termine dieta deriva dal greco δίαιτα, dìaita, e significa «abitudine, modo di vivere», da cui il latino dieta, per cui viene associato all’abitudine alimentare. La dieta, quindi, non ha un significato di pri-vazione, ma rappresenta l’insieme degli alimenti che assumiamo per soddisfare il nostro fabbisogno.
La dieta varia durante le diverse fasi della vita (gravidanza, allattamento, infan-zia, adolescenza e terza età). Dagli alimenti l’organismo umano ricava tutte le sostanze che gli servono per svolgere le attività quotidiane. In particolare, il cibo ingerito viene scisso nella bocca attraverso la masticazione e digerito parzial-mente nello stomaco e completamente nell’intestino. Questi processi permetto-no di poter assimilare delle sostanze definite nutrienti. I nutrienti più importanti sono i carboidrati, le proteine e i grassi che sono utilizzati dalle cellule del nostro organismo per essere bruciati e ricavare l’energia necessaria a svolgere tutte le attività vitali come respirare, mantenere costante la temperatura corporea, stu-diare, praticare l’attività fisica. L’energia di cui necessita l’organismo viene defi-nita: fabbisogno energetico. Il fabbisogno energetico è variabile in base all’età, al peso, al lavoro e ad altre caratteristiche individuali. L’energia rilasciata varia a seconda dei nutrienti e viene definita caloria.
Nessun alimento in natura contiene da solo tutte le sostanze nutritive indispen-sabili, per questo risulta fondamentale variare la dieta il più possibile. In genera-le gli alimenti sono stati divisi in 7 gruppi, ognuno dei quali contiene determinati principi nutritivi; tutti e 7 i gruppi insieme li contengono tutti. Il fabbisogno ener-getico giornaliero varia da individuo a individuo e viene soddisfatto nell’arco del-la giornata in proporzione variabile a seconda del pasto. La colazione, il pranzo e la cena rappresentano i pasti principali in termini di importanza e, quindi, di percentuale di ripartizione delle calorie; vanno poi considerati 2 spuntini, 1 a metà mattina e 1 a metà pomeriggio. Ruolo chiave nella dieta è svolto dall’ac-qua, che deve essere assunta regolarmente.
L’acqua è il maggior componente di tutti gli organismi viventi. Costituisce l’80% del peso di un bambino e il 70% di quello dell’adulto e scende al 60% nell’anzia-no. Nel corpo umano la maggior parte dell’acqua si trova all’interno delle cellule (67%). Ogni giorno perdiamo un gran quantitativo di acqua che abbiamo ne-cessità di reintrodurre attraverso i cibi e i liquidi. Svolge tante funzioni: presiede alla regolazione della temperatura corporea, allo svolgimento di tutte le reazioni metaboliche cellulari, allo scioglimento e alla diffusione dei gas, al trasposto di sostanze come gli ormoni e i nutrienti e all’eliminazione dei prodotti di rifiu-to. Lubrifica gli occhi e le articolazioni, protegge il bambino nella cavità uterina e il cervello nella scatola cranica. La disidratazione, cioè la carenza di acqua nell’organismo, si manifesta soprattutto con la sensazione di sete che bambini e anziani tendono ad avvertire poco. Generalmente si consiglia di berne due litri al giorno, anche se il reale fabbisogno può variare dall’attività fisica e dalla tem-peratura esterna. Tra i modelli di dieta sana ed equilibrata, un esempio è dato dalla Dieta Mediterranea, inserita nella Lista del Patrimonio Culturale Immate-riale dell’Umanità (UNESCO) il 6 Novembre 2010.
La Dieta Mediterranea: una dieta salutare
La dieta mediterranea è un modello nutrizionale diffuso in alcuni paesi del baci-no mediterraneo e rappresenta l’insieme delle abitudini alimentari sviluppatesi nel corso dei millenni, costituendo un unicum per ricchezza in biodiversità.
È stata introdotta dal fisiologo statunitense Ancel Keys il quale, osservando la popolazione di alcune zone del sud Italia e, notandone la particolare longevità, decise di studiarne le abitudini, indagando gli effetti sull’incidenza epidemio-logica di malattie cardiovascolari, tumori e malattie croniche, come obesità e diabete II, correlate all’alimentazione. Sulla base di quanto emerso dallo studio venne elaborato per la prima volta nel 1980 il primo esempio di Piramide Ali-mentare della dieta Mediterranea.
La popolazione osservata da Keys era rappresentata in larga misura da con-tadini, con un livello socio economico molto basso, per questo la loro dieta era ricca soprattutto di prodotti della terra.
La dieta mediterranea è costituita da un maggiore apporto di carboidrati (so-prattutto pane e pasta) che rivestono il 55% dell’introito calorico; l’apporto di zuccheri semplici è, invece, ridotto e rappresentato in larga misura dalla frutta. I grassi sono moderatamente presenti e rappresentano il 30% delle calorie totali ed hanno un’abbondante componente monoinsatura, essendo costituiti princi-palmente da olio di oliva. Le proteine sono quelle meno presenti nella dieta e la loro quota arriva ad un massimo del 15%; sono soprattutto di origine vegetale e in misura inferiore di origine animale. Queste ultime derivano in primo luogo dal pesce, seguono le carni bianche, le uova, i latticini ed infine le carni rosse.
Una quota importante della dieta è rappresentata senza dubbio dalle fibre, pro-venienti soprattutto dalle verdure che sono costituenti fondamentali della dieta. Più in generale, nella dieta mediterranea si consiglia un apporto quotidiano di cereali o loro derivati, un consumo giornaliero di frutta e verdura (3 frutti e alme-no 2 piatti di verdure), un uso frequente di legumi (almeno 3 volte la settimana) e un moderato apporto settimanale di protreine di origine animale. Infine, un ruolo cruciale è dato dall’attività fisica, che dovrebbe essere praticata in modo costante.
Fonte Ministero della Salute